Sulla ritrovata chiesa rurale di San Marco a Piazza Armerina
La chiesa rurale di San Marco di Piazza Armerina (vd. fig. 1) per gli storici locali è semplicemente e in modo generico collocata nell'omonima contrada [1]. Roccella, in particolare, specifica che si trova a due miglia a est da Piazza Armerina [2]. Quest'ultimo precisava che in occasione del 25 aprile, festa del santo, i piazzesi in massa accorrevano per celebrare una messa solenne e che nel 1804, dopo l'espulsione dei gesuiti, la chiesa fu chiusa. Dopo quasi vent'anni, l'edificio sacro divenne un semplice casolare e poi, ai tempi di Roccella, era diroccato. Dopo più di un secolo, non si hanno più notizie di un bene così importante per Piazza Armerina e rimane solo il semplice nome della contrada. Ma dove si trovava o si trova l'edificio sacro con precisione? Soprattutto, è ancora oggi un rudere con pochi avanzi?
Per rispondere alle domande, consultiamo la mappa di Von Schmettau del 1719-1721dove la chiesa è indicata (vd. fig. 2). Grazie alla tecnica della sincronizzazione delle mappe, si individua un'area di circa duecento metri quadri. Per trovare con più precisione la chiesa rurale, osserviamo tutti i ruderi e tutti gli edifici datati della zona e osserviamo che la chiesa doveva trovarsi in cima al colle e quasi all'inizio della costa. Aggiungiamo anche la considerazione che, in genere, le chiese dedicate al santo evangelista erano collocate in punti in alto e ventosi, dato che egli era il protettore dei venti. Tutti questi dati ci portano a un casolare che dimostra di avere diverse caratteristiche per essere a tutti gli effetti una chiesa rurale (coordinate: 37°23'00.4"N 14°22'48.2"E). Nella fattispecie, ci colpisce l'esistenza di una finestra in alto a feritoia con arco a sesto acuto, che è stata successivamente murata (vd. fig. 3). La stessa apertura probabilmente si trovava in modo simmetrico sul lato opposto (vd. fig. 4). Risulta, poi, degno di attenzione un portale che ha tutta l'aria di essere molto antico che, però è stato riutilizzato in una struttura aggiunta alla chiesa in superfetazione (vd. fig. 5). Lo stesso parato murario della chiesa, per di più, è possibile osservarlo nei ruderi di un antico cancello di ingresso al recinto sacro che era attorno alla chiesa (vd. fig. 6). Purtroppo, tale spazio è stato ridotto, costruendo dei vani ulteriori, che hanno orbato la vista dell'ovest, quella della facciata principale, all'edificio sacro (vd. fig. 7). Al lato est, è ancora oggi annesso quello che poteva essere un piccolo eremo o una sacrestia (vd. fig. 8). Dalla chiesa partivano delle mura che un tempo recintavano il relativo hortus conclusus, di cui parlò anche Roccella, specificando che fu assegnato ai gesuiti (vd. fig. 9).
Tutti gli indizi sopra descritti ci fanno intendere di aver ritrovato l'antica chiesa rurale di San Marco e che essa era probabilmente medievale. Ciò dovrà essere ulteriormente stabilito, di certo possiamo osservare che dopo il periodo di abbandono descritto da Roccella l'edificio, avente dimensioni dieci metri per sei, fu ricostruito e furono costruiti accanto altri vani. Attualmente la famiglia Arena, proprietaria di un bene così prezioso gode dello stesso meraviglioso panorama e subisce la stessa sferzante frescura dei venti che continuano a regnare sovrani, ma contrastati dalla santità che ivi si respira, dedicata a San Marco.
Si auspica, dunque, la giusta valorizzazione di questo luogo incantevole anche a livello turistico.
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