Il probabile calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino a Butera (CL)

 Fig. 1
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), vista da ovest verso est. I raggi del sole si trovano all'apice del buco, sulla punta


    In contrada Piano Lastra - Desusino,  in territorio di Butera (CL), è stato dallo scrivente rinvenuto un probabile calendario solstiziale megalitico (vd. fig. n. 1. Coordinate geografiche: 37°07'53.9"N 14°04'12.5"E) Il sito sembra proprio essere inedito: di esso non ne fanno menzione gli studiosi Maurici, Polcaro e Scuderi [1] e non vi è alcuna pagina web che ne parli. Lo sperone di calcare bianco, in cui insiste, è un affioramento gessoso-solfifero di età messiniana che si trova a essere un ultimo baluardo sul mare africano; si trova alle pendici del monte Desusino e sovrasta la zona della Tenutella e il castello di Falconara
Nell'approfondito saggio su Butera scritto da Rosalba Panvini [2], si evince che esso è attorniato da siti archeologici di età preistorica e protostorica come quello di monte Desusino, sopravvissuto anche in età greca e quelli di contrada Perciata e Carruba. Si tratta di necropoli con tombe a grotticella riferibili all'età del bronzo antico di facies castellucciana, II millennio a. C.. Insomma, la civiltà megalitica ha trovato spazio anche in questa terra strategica per i traffici e la difesa.
    Nell'area sono presenti tombe scavate nella roccia, buchi che presentano forme regolari, un altro buco dall'altra parte della parete rocciosa. Si percepisce nettamente l'opera della mano dell'uomo anche nel formare i buchi, in particolare quello piccolo che finisce a punta con lineamenti regolari (vd. figg. dalla n. 2 alla n.7). Non è stata notata la presenza di vasellame.
    Il probabile campanaru presenta tre aperture o buchi: guardando in direzione est, da sinistra verso destra se ne ha uno grande e posto più in alto (lo chiameremo "A"), uno medio e posto in altezza media (lo chiameremo "B") e un ultimo piccolo e posto più in basso (lo chiameremo "C"). Se si controllano i gradi di azimut (la direzione angolare rispetto al Nord, misurata in senso orario), si può notare che il foro A è orientato a circa 60° (Nord-Est) e a circa 240° (Sud-Ovest). Tale orientamento, lo si può trovare empiricamente mettendosi in una posizione dove il buco C sta per sparire alla vista, nello spostarsi verso destra (vd. fig. n. 8). 
    A fine giugno (verifichiamo tali condizioni nel giorno del solstizio estivo), nell'emisfero nord il Sole sorge molto a nord-est. Durante l'anno, di fatto, il punto di levata si sposta:

Solstizio d'estate → levata più a nord-est.

Equinozi → levata esattamente a est.

Solstizio d'inverno → levata più a sud-est.

Se i buchi sono stati realizzati intenzionalmente come marcatori astronomici, è possibile osservare il suo funzionamento, secondo questo schema:

   Nord-est           Est             Sud-est

        |                     |                     | 

   Buco A          Buco B          Buco C

    Estate          Equinozi        Inverno

In pratica, il buco A, il più grande a sinistra, riceve la luce principale in occasione del solstizio d'estate. Il buco B, il medio, riceve maggiore luce durante gli equinozi. Il buco C, il più piccolo diventa il più splendente in occasione del solstizio d'inverno. Certo, ad oggi, è stato possibile verificare la prima condizione, cioè la luce che è penetrata nel buco A è stata di maggiore intensità, come si può notare dai cerchi di luce che si formano a terra (vd. figg. dalla n. 9 alla n. 14). 

    Al solstizio d'estate, lo spettacolo è stato un crescendo. Un gioco di tre luci, molto probabilmente voluto, si è dispiegato nell'arco di circa dieci minuti. I raggi del sole prima sono penetrati all'interno del buco C: il più a destra, il più piccolo e il più in basso. Poi, si è illuminato il buco B, quello centrale e posto a media altezza. Infine, la luce ha inondato il buco A, il più grande, il più in alto e posto a sinistra. L'intensità di quest'ultimo è stata la maggiore, come si può notare dalle tre aree luminose che si sono formate a terra (vd. fig. n. 15). Tale turnazione è dovuta, quindi, proprio alle diverse tre altezze dei buchi. Un tempo, probabilmente vi erano dei marcatori posti per terra: un menhir, un dolmen, delle pietre o delle lastre. Il toponimo della contrada potrebbe contenere un rimando a tale lastra. Oggi, tuttavia, la morfologia è stata alterata e non è stata trovata alcuna traccia di esse. Nelle intenzioni dei nostri avi megalitici, vi era anche quella di creare un momento in cui il sole divinizzato fecondava con la sua luce la madre terra, anch'essa dea. L'inizio della fecondità della madre terra corrispondeva al periodo in cui si potevano raccogliere i vari frutti. Questo sistema messo in atto per catturare in tempo è, dunque, davvero ingegnoso coinvolge diversi aspetti o discipline: matematica, geometria, astronomia, teologia, agricoltura, architettura ecc... Qualcosa di atavico si coglie ancora oggi nell'essere presenti in questi luoghi energizzanti e magici.   

    Si auspicano ulteriori studi in merito, per sciogliere il mistero di questo luogo affascinante con una panoramica vista anche sul mare.

 Fig. 2
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), particolare del buco centrale B visto da est 

 Fig. 3
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), particolare del buco piccolo C visto da est. Si Si nota la forma della parte alta regolarizzata a punta 

 Fig. 4
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), particolari dei buchi abbozzati dalla mano dell'uomo in quanto aventi linee regolari

 Fig. 5
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), la probabile tomba a grotta ricavata accanto al buco A, quello più grande

 Fig. 6
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), la probabile tomba a grotta ricavata accanto al buco A, quello più grande; qui si ha la vista da un'altra angolatura

 Fig. 7
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), il buco nella roccia orientato, che si trova dall'altro lato dello sperone. Esso è stato probabilmente ottenuto facendo incastrare i massi. Questa struttura era forse un dolmen

 Fig. 8
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), allineamento 60° (Nord-Est) - 240° (Sud-Ovest) 

 Fig. 9
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), il buco C riceve i raggi del sole per primo

 Fig. 10
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), i raggi del sole inondano il buco C 


 Fig. 11
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), i raggi del sole giungono, poi, al buco B

 Fig. 12
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), i raggi del sole risplendono al massimo nel buco B


 Fig. 13
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), i raggi del sole si convogliano in un terzo momento nel buco A

 Fig. 14
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), i raggi del sole sembrano esplodere nel buco A

 Fig. 15
Il calendario solstiziale di contrada Piano Lastra - Desusino, Butera (CL), particolare dei tre squarci di luce proiettata sulla terra. A sinistra, la freccia rossa punta la luce flebile del buco C, al centro si ha  quella del buco B e a destra la proiezione più intensa e grande del buco A





Note

[1] Ferdinando Maurici, Vito Francesco Polcaro, Alberto Scuderi, Civiltà del sole in Sicilia. Indicatori solstiziali ed equinoziali di presumibile epoca storica, Edizioni Kalos, Palermo  2019.
[2] Rosalba Panvini, a cura di, Butera dalla preistoria all'età medievale, Tipolitografia Paruzzo, Caltanissetta 2003.




Autore: Filippo Salvaggio



Ringraziamenti

Ringrazio l'amico Giuseppe Danilo Cumia, maresciallo della Guardia di Finanza, per l'ottima compagnia durante i sopralluoghi, in particolare quelle del 20 e del 21 giugno 2026, e per l'aiuto: alcune foto sono sue. 


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