La chiesa rurale di Santa Marina a Piazza Armerina
La chiesa rurale di Santa Marina a Piazza Armerina
Scrissero sulla chiesa rurale di Santa Marina a Piazza Armerina gli storici Villari, che la collocò verso il monte Mangone, e Roccella il quale specificò che doveva essere di patronato locale e che fu chiusa al culto nel 1840 per mancanza di rendite [1]. Entrambi gli studiosi la classificano tra le chiese perdute.
Per ritrovarla chiediamo ad alcuni anziani o esperti se esiste ancora e dove si trova la contrada Santa Marina citata dal Roccella. Diverse persone ne hanno ancora memoria e, in google maps, troviamo a sud ovest, a due miglia circa, come indicato dal Roccella e sulla costa di monte Mangone una casa privata che sembra proprio essere stata una chiesetta (coordinate: 37°22'22.8"N 14°21'15.6"E). La struttura attenzionata è ben fatta (vd. fig. 1) ed è attualmente di proprietà privata. Dalla consultazione della visura catastale storica, si evince che essa apparteneva a Crescimanno Concetta nata il 1899, che era livellaria all'amministrazione del fondo per il culto.
Una data più antica che ci attesta l'esistenza della chiesa rurale la si può estrapolare dalla mappa dei mulini e delle torri (masseria) del 1782 (vd. figg. 2 e 3) [2].
Per questa chiesetta ritrovata che da ora non è più, dunque, né perduta né in rovina si auspicano ulteriori studi.
Fig. 2
Mappa dei mulini e delle torri di Piazza Armerina del 1782. Cerchiata in rosso, la chiesa di Santa Marina
Fig. 3
Mappa dei mulini e delle torri di Piazza Armerina del 1782. Legenda nella quale al n. 35 corrisponde la chiesa di Santa Marina, vd. freccia rossa
Note
[1] Salvatore Lo Re, Gaetano Masuzzo, a cura di, Alceste Roccella. Chiese, conventi ed istituti di filantropia a Piazza, Edizioni Lussografica, Caltanissetta 2025, p. 238.
Litterio Villari, Storia ecclesiastica della Città di Piazza Armerina, Società Messinese di Storia Patria, Messina 1988, p. 80.
[2] Una copia di tale mappa si trova in consultazione multimediale presso il museo di palazzo Trigona a Piazza Armerina.
Autore: Filippo Salvaggio



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