La chiesa di Santa Maria dei Godenti o dell'Udienza e l'antica porta dell'Ospedale di Piazza Armerina

 

    Come ci testimonia Roccella, la chiesa di Santa Maria dei Godenti o dell'Udienza fu in parte demolita e in parte sepolta nel 1867. Tale gesto violento fu il seguito di un'altra demolizione: quella dell'antica porta di ingresso alla città medievale di Piazza Armerina, che venne chiamata "dell'Ospedale" [1]. Ad oggi, però, non sono indicati i punti in cui con una certa precisione essi si trovavano. Piuttosto si indica in modo generale che essi esistevano nell'attuale villetta Ciancio.
    Per trovare il punto in cui sorgevano l'edificio sacro e gli annessi bagni dell'Altacura (probabilmente antiche terme di acqua sulfurea), che vi erano sotto, ci avvaliamo di una pianta della città redatta in periodo borbonico (vd. fig. 1): quella del catasto borbonico realizzata tra il 1837 e il 1853 [2]. La chiesa di Santa Maria dell'Udienza, indicata in mappa da una freccia azzurra (coordinate: 37°23'00.2"N 14°22'06.0"E), era quasi equidistante tra la chiesa di Santa Barbara (attualmente esistente e segnata da una freccia gialla) e la porta dell'Ospedale, indicata da una freccia rossa (coordinate: 37°23'00.3"N 14°22'08.0"E). Grazie alla sovrapposizione della mappa borbonica con la situazione attuale fotografata con Maps, la carta satellitare (vd. fig. 2), è possibile indicare dove si trovavano i due monumenti, che hanno segnato pagine importantissime della storia di Piazza Armerina. 
    Dato che i luoghi in cui si trovavano la chiesa e la porta sono adesso indicati, si auspica se non degli scavi archeologici, almeno la valorizzazione tramite segnaletica turistico o quant'altro: una croce, una cappella, un monumento in memoria.  

Fig. 1
Mappa del catasto borbonico realizzata tra il 1837 e il 1853


Fig. 2
Stralcio da Maps. In rosso: la chiesa dell'Udienza e la porta dell'Ospedale



Note

[1] Salvatore Lo Re, Gaetano Masuzzo, a cura di, Alceste Roccella. Chiese, conventi ed istituti di filantropia a Piazza, Edizioni Lussografica, Caltanissetta 2025, p. 224.
Paci, Tesi di Laurea,  pp. 193 e 194.
[2] Enrico Caruso, Alessandra Nobili (a cura di), Le Mappe del Catasto Borbonico di Sicilia. Territori comunali e centri urbani nell’archivio cartografico Mortillaro di Villarena (1837-1853), Palermo 2001, mappa n. 515.



Autore: Filippo Salvaggio

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